Daniel Knoblach, Managing Partner del Super Global Group, una piattaforma con sede in Lussemburgo specializzata in cartolarizzazioni e nell’emissione di Active Managed Certificates (AMC), spiega come gli investitori istituzionali britannici di medie dimensioni possano rendere più efficiente e flessibile l’accesso ai mercati europei grazie a strutture integrate e supportate dalla tecnologia.
Per gli investitori istituzionali britannici di medie dimensioni, la sfida nell'accedere ai mercati dei capitali europei oggi non risiede più nella mancanza di opportunità di investimento, ma nella loro efficiente implementazione.
Le argomentazioni a favore di un impegno in Europa sono convincenti: una maggiore diversificazione, l'accesso a strategie di investimento specializzate e uno spettro interessante di diverse classi di attività. In pratica, tuttavia, l'allocazione transfrontaliera del capitale rimane spesso inutilmente complessa. Diversi requisiti normativi, quadri fiscali e un elevato onere amministrativo continuano a causare notevoli attriti, in particolare per gli investitori che non dispongono delle dimensioni necessarie per replicare l'infrastruttura dei gestori patrimoniali globali.
In qualità di Managing Partner di una piattaforma con sede in Lussemburgo per cartolarizzazioni e emissione di certificati gestiti attivamente (Active Managed Certificates, AMC), mi trovo regolarmente in questa situazione. La vera sfida non è identificare opportunità di investimento interessanti, ma piuttosto sfruttarle in modo efficiente e operativamente sostenibile.
Il modello tradizionale di investimenti transfrontalieri, basato su una moltitudine di veicoli di investimento, fornitori di servizi e strutture specifiche per paese, sta raggiungendo sempre più i propri limiti. Richiede risorse significative ed è spesso né economicamente vantaggioso né sufficientemente flessibile per gli investitori di medie dimensioni.
Invece, si sta diffondendo sempre più un nuovo approccio: soluzioni di piattaforma integrate e supportate dalla tecnologia. Anziché creare strutture individuali per ogni transazione, gli investitori si affidano sempre più a framework standardizzati che semplificano il processo di investimento transfrontaliero. Le componenti legali, normative e operative sono raggruppate in una struttura unitaria e integrate da processi automatizzati. Ciò riduce le fasi di lavoro manuale, minimizza i rischi operativi e abbassa l'onere amministrativo.
I vantaggi sono evidenti: tempi di implementazione più brevi, maggiore trasparenza e una complessità operativa notevolmente ridotta. Allo stesso tempo, questo approccio non comporta affatto una perdita di controllo, anzi il contrario: accorpando l'implementazione e la governance all'interno di un quadro coerente, gli investitori ottengono una visione molto migliore di come il loro capitale viene investito e gestito.
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I tradizionali centri finanziari europei continuano a svolgere un ruolo centrale. Lussemburgo e Irlanda rimangono i principali snodi per gli investimenti transfrontalieri. Non sono solo i vantaggi fiscali a essere determinanti, ma soprattutto la stabilità normativa, l'elevata accettazione da parte degli investitori internazionali e gli ecosistemi finanziari efficienti. Soprattutto per gli investitori britannici nel contesto post-Brexit, queste giurisdizioni offrono un quadro affidabile e riconosciuto a livello internazionale per gli investimenti in Europa.
In particolare, il quadro di cartolarizzazione lussemburghese offre una base giuridica flessibile e collaudata per l'emissione di soluzioni di investimento bancabili in un contesto normato. Data la crescente domanda di strutture che combinino flessibilità e sicurezza istituzionale, questo approccio sta guadagnando sempre più importanza.
Parallelamente, cambiano anche le esigenze degli investitori. Le strutture di fondi standardizzate incontrano sempre più i loro limiti con strategie di investimento complesse o a più livelli.
Soluzioni basate su titoli come gli Active Managed Certificates (AMC) aprono nuove possibilità in questo senso. Consentono l'accesso a strategie di investimento individualmente progettate attraverso un unico titolo negoziabile e custodibile.
Ciò comporta diversi vantaggi. Primo, gli AMC possono essere integrati perfettamente nei processi di custodia, trading e reporting esistenti. Secondo, offrono un'elevata flessibilità strutturale, poiché diverse classi di attività e strategie possono essere combinate all'interno di un unico strumento. Terzo, soddisfano la crescente domanda di titoli bancabili che possono essere trasferiti, distribuiti e, se del caso, quotati in borsa.
Inoltre, è fondamentale che queste strutture non si limitino più alle classi di attività tradizionali. Sono in grado di coprire un ampio spettro di investimenti, dalle azioni e obbligazioni agli investimenti alternativi e ai Real-World-Assets, fino alle strategie nel campo degli asset digitali, e ciò all'interno di un formato di titoli uniforme e regolamentato. Ciò crea un punto di accesso centralizzato per gli investitori, eliminando la necessità, finora spesso presente, di suddividere gli investimenti in diversi veicoli e giurisdizioni.
Con ciò, anche la comprensione degli investimenti transfrontalieri cambia radicalmente. L'efficienza oggi non deriva più dalla semplificazione della strategia di investimento stessa, ma dall'ottimizzazione della struttura attraverso cui viene attuata.
La tecnologia è il fattore abilitante decisivo. Le piattaforme automatizzate integrano esecuzione, amministrazione e reporting in processi continui, riducono gli interventi manuali e creano un livello di trasparenza notevolmente più elevato. Per gli investitori istituzionali di medie dimensioni, ciò significa un reale vantaggio strutturale: ottengono accesso a un'infrastruttura di livello istituzionale, senza dover sostenere gli oneri operativi associati.
Questa tendenza dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni. La digitalizzazione progressiva dei mercati finanziari, in particolare la tokenizzazione dei titoli, migliorerà ulteriormente la flessibilità e l'accesso al mercato. Strategie di investimento classiche, asset del mondo reale (Real-World Assets) e asset digitali possono essere sempre più combinati all'interno di strutture regolamentate e basate su titoli. Ciò apre la strada a un modello decisamente più integrato di allocazione transfrontaliera del capitale.
Per gli investitori istituzionali britannici di medie dimensioni, la conclusione è chiara: l'accesso all'Europa non è più la vera sfida: l'importante è renderlo il più efficiente possibile.
Chi punta su modelli di strutturazione integrati, automatizzati e basati su titoli, può investire capitale più velocemente, in modo più flessibile e con un maggiore controllo oltre i confini nazionali. Ciò non solo riduce la complessità operativa, ma migliora fondamentalmente l'attuazione degli investimenti transfrontalieri.
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